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Pensa un po' sorellina, (facciamo sorellona ormai...) ho scritto queste parole ormai 11 anni fa... questo vuol dire che non ti voglio bene da oggi 
Non perdere mai
i campi dorati nei quali correvamo;
con le spighe del grano selvatico,
che, a noi piccoli, lambivano le mani,
che poco pungevano.
Soffice all’ascolto era il vociare,
continuo,
delle cicale.
E noi credevamo che cantassero - così tanto -
ma quanto! - fino a diventare, consumate,
quei gusci ambrati e croccanti
che erano infissi sui tronchi rugati
di vigne ed ulivi e fichi.
Non dimenticare quel sole giallo,
che picchiava cocente sulla testa,
e pesante e afoso saliva dalla terra secca e dall’erba.
Ma se non dovessi ricordare tutto ciò che è successo,
- che ancora è! -
io ti prenderò per mano,
noi saremo ancora piccoli,
ti porterò nei campi,
che frusceranno al nostro passo leggero.
Ti prometto che sorrideremo;
ed il riflesso del sole sui nostri denti,
invaderà la campagna
e tutto sarà di nuovo e per la prima volta in noi.
Non perdere l’anima piccola
con tutti i suoi ricordi

Sabato, finalmente, dopo troppo tempo sono tornato in acqua. In mare.
Non che non abbia contatto con il mare: riesco a vederlo quasi ogni settimana. Mi fermo in un posto, possibilmente diverso ogni volta, e mangio un po’ di pesce.
Se da questo posto si vede il mare, non c’è bisogno che sia “diverso” perché a fare la “differenza” è il mare. Mai visto un mare uguale, neanche secondo dopo secondo.
Insomma sono stato in mare e non al mare. Muta (da 7mm per le acque invernali), maschera, pinne.
Meraviglia
Quella sensazione di essere nel tutto, sans souci, volando nel blu, quel silenzio, quella sensazione… d’acqua. Acqua torbida e di pesce neanche l’ombra ma non importa. Sono uscito dopo un paio d’ore, ma era una giornata talmente bella che mi sono rituffato in mare. Ho sguazzato un po’, con un bel tramonto: non riuscivo ad andar via.
Ma c’era la piccola Greta che festeggiava il suo primo compleanno e la sua sorellina Sofia, che mi ha fregato: una volta si è addormentata fra le mie braccia, si è abbandonata fra le mie braccia e mi ha fregato. Ormai farà sempre parte di me. Sofia mi aspettava: e questo era importante.
Mentre uscivo dal mare, anzi mi strappavo dal mare, ho visto un vecchio sulla riva: era con un legno fra le mani e sembrava che scrivesse qualcosa.
L'onda s'adagia sulla spiaggia,
cancella le lettere
che il vecchio, ogni sera,
s'affatica a scrivere
dopo l'ultima marea;
la stessa che poi cancella.
Forse è nome,
che sempre è storia racchiusa da un nome,
una vita storia d'un nome.
Strano è che il vecchio piange
quando scrive
e rasserena quando mare porta via;
sarà dolore che scrive
e anche gioia:
una lacrima e un sorriso che si perdono,
senza essere perduti,
nell'infinito azzurro trasparente blu celeste bianco nero
argento-di-luna verde torbido grigio cobalto giallo-brillante
smeraldo caffellatte dorato-di-sole e piombo-di-nuvola, mare.
Sicuro si tratta di un nodo,
di quelli difficili da fare
che poi a stringere si fanno forti
fanno bene, sono belli, fanno male,
salvano una vita
o ne tengono due insieme:
è nome di figlio o padre,
madre, d'amata, nome d'amico;
certo è scrittura di vecchio felice
che il mare capisce.
Oggi sono stanco.
Queste parole mi danno un monito ed una speranza:
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme.
Edgar Lee Master, Antologia di Spoon River
Nessuna parola scritta può dire però dove tira il vento, quali vele, quale rotta. Terribile; ma anche per fortuna. Libero arbitrio.
In questi giorni ho dovuto prendere decisioni importanti sulla vita altrui: studio, esperienza, intuito, l'arte del dubbio mi hanno fatto prendere, grazie a Dio, le decisioni giuste.
Ma se si tratta della propria vita? Quali libri, quale esperienza?
Ho fatto un lungo cammino in fondo al cuore, alle radici del mio desiderio: questa l'esperienza, questo il testo. Speriamo di aver letto bene!! :))))))))))))))
Ma anche se avessi letto bene, se mancasse il coraggio... il coraggio, che a volte è tutto. Che nel momento della decisione è sempre tutto

Il Prigione RIdestantesi, Michelangelo Buonarroti
Terra mia
scippata e violentata
che non mi hai dato gioie se non quelle successive
che crescono sul ricordo
nelle lontananze della memoria che, spesso,
cancella le miserie di un momento.
Oggi torno,
per prendermi ciò che mi è stato promesso alla nascita
nel sapore e nell’odore
dei campi cresciuti a grano
degli orti
e della vite
e dell’ulivo;
nel tuo stretto mare
di frutti
e pesce fresco;
nel tempo che sa di sud
di presente
appoggiato su di un grande passato,
dove poche cose stanno
ma in un modo che sembra eterno.

Il Dolmen di Bisceglie