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Ancora sull’onda di De Andrè che sto ascoltando tra un impegno e l’altro…
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior… 
Quanto si potrebbe dire delle cose belle buone e vere che nascono dalle cose brutte, inutili, umili, di scarto o ritenute tali come la pietra scartata dai costruttori che è divenuta testata d’angolo. Ma sarebbe troppo, vi annoierei e ne verrebbe fuori un libro… noioso
Allora vi dico la prima cosa che mi è venuta in mente
Da piccolo, quando andavo in campagna con mio padre, o ‘mbirn, dalle parti di riscianne, con il mare a 10 mt.. (credo si chiamasse inferno – questa la traduzione – mi corregga chi può, perché prima della
bonifica fatta dal pelato i-ttaliano, quella era una zona acquitrinosa infestata di zanzare portatrici di malaria e quant’altro; ho sentito sia stata utilizzata anche come rifugio di briganti)
Lì, dove mio padre aveva un’orticello, c’erano spesso cumuli di letame pronti ad essere mischiati con la rana
(con la sabbia componente principale di quei terreni).
Mi ricordo quell’odore come una cosa buonissima.
Sì, odore buono…
Ancora oggi quando, raramente, mi è capitato di sentirlo non ha mai saputo di cattivo.
Da piccolo (ma l’ho rifatto anche qualche mese fa) mi arrampicavo sulla montagna di letame dove inventavo i miei giochi. E già avvertivo la profonda unità del tutto. E che le cose buone non possono che venire da questa unità.
Sì, lo so, è cacca!! E allora?
Ecco, la risposta giusta (!)
E allora?

