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Qualche giorno a Barletta
a rimpinzarmi come solo le donne del sud sanno e possono fare per i figli lontani quando tornano.
Un po' di tempo passato con i cari
una serata divertente a casa di un compagno delle scuole medie (!!) che ha comprato una piccola casetta da single vicino alla cattedrale
un po' di tempo a guardare il mare ed i suoi mille volti di cui almeno due vi voglio far vedere
Porto di Barletta, braccio di levante, venerdì 15 febbraio 2008, ore 17.00 circa

Levante, sabato 16 febbraio 2008, ore 11 circa (dopo non più di 18 ore)

A completare il quadro il MEDIATORE (bellissimo gioco di carte nato a Barletta e giocato quasi solo lì) con i parenti: a quel tavolo che da bambino sembrava sacro, non ci si poteva avvicinare troppo, non ci si poteva sedere neanche se appariva la madonna dello sterpeto, e dove si parlava una lingua dai toni aspri e antichi

PS per gli addetti ai lavori: (ovviamente il "triombo" non era a coppe!!)
Infine, dato l'entusiasmo con cui è stato accolto il post sulle "cozze" di cui ho fatto una immancabile scorpacciata, mi sono divertito tra il serio ed il faceto, a dire il vero molto più faceto, vabbè solo faceto
a scrivere una "Ode alla Cozza" come il figlio minorato di Dante, in un momento di ubriachezza non molesta, avrebbe potuto scrivere :))
Ode alla Cozza
Nella terra dove, tre anni cen’ pria
che il sole sorgesse in Betlém
il sangue de’ Marsi accolse il maggiore
de’ Bardi, ma illiri amendue
e tra l’un fiume Aufido che ancora segna
a Skyron i confini con la ligna degl’Apuli
e l’altro ad Euros sopito Aveldìo
che dormiente giacque folta palude
di selva selvaggia ed aria mala,
lì trovasi oggi una schiatta
che da contadini e piscatori discende
e fra l’antiche rue si veda
la frangia marina e l’altra di terra.
Tali sono l’origini loro mischiate
che bene fanno alimento dell’uno e dell’altro;
ma fra i doni che Nettuno benigno dispensa
v’è n’è uno che segna la die Dominica
e tanto diletta e aggrada le genti
che ora m’occorre cantarla,
e questa è la cozza nera e marina
di carni gustose saziata
un poco piccante e dolce e salata
che tutto il piacere riempie.
Cruda pura è il diletto maggiore
ma anco con aglio e prizzemolo,
arracanata, servita co’ paternostri,
o ancora impepata la cozza vien consumata.
Non si dica poi malo costume manducar
cruda la cozza ché ogni fanciullo
uomo non fatto se il giallo frutto non saggia;
e giusta la festa chiamar non si puote
se ‘l frutto non sveste pria del primo portato.
Oh cozza, piccante compagna de’ pasti
saporito rendi il banchetto e dolce il ricordo
qual mai ti possa scordar
ché ad ogni dove il bardulo vada
sempre ti cerca finché non ti truova
e allora un poco del pelago suo
un poco della sua fanciullezza risente
e naufragar gli è dolce in quel sapore.
NdR I Marsi ed i Bardi sono due popoli dell'Illiria (fascia costiera orientale del Mare Adriatico) che si insediarono e diedero vita all'insediamento dell'attuale Barletta; la maggior parte dei Marsi (pastori transumanti) se ne andò in abruzzo, qualcuno intorno, se non ricordo male, al VII - VIII sec aC si insediò nella zona dell'attuale barletta e nel 350 aC arrivarono i Bardi che diedero il nome alla città (Bardulos) in onore del loro eroe Bardylis. In quell'epoca ed ancora almeno fino al 1500 barletta era tra l'Auphidus (Ofanto, ancora esistente; a nord-ovest cioè Skyron) e l'Alvedium (a sud-est cioè Euros): quest'ultimo scorreva in Ariscianne, dove infatti c'è ancora molta acqua incanalata dopo la bonifica: prima della bonifica era un ambiente paludoso e c'era un sacco di selvaggina ma anche la malaria e, mi dicono i nonni, ma non so se è vero, vi si nascondevano i briganti o addirittura ho sentito dire pirati.
